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View Full Version : Un'insolito Pomeriggio....


mirellina
04-27-2003, 9:24 AM
Ciao, sono una nuova entry in questo fortunatissiomo ed interessantissimo forum....
Come inizio vorrei anch'io contribuire come voi inviandovi un'interessantissima esperienza che mi è capitata l'estate scorsa....
Fatesi Sapere
La Vostra Mirellina



Un'insolito e caldo pomeriggio d'Agosto.

Mi trovavo per caso a camminare per le strade della mia città, non so nemmeno verso chissà quale meta; la città era deserta, in effetti mi sembra ovvio che anche una città affollata come Roma in un giorno centrale nel mese di Agosto sembri una città fantasma anche nell'ora di punta. Comunque mi trovavo lì da sola, in una di quelle strade del centro storico che portano a P.zza di Spagna; pensavo a come mi sarei divertita se non avessi perso l'aliscafo per Ponza dove avrei potuto raggiungere i miei cari amici. Bah, forse mi sarebbe bastato non tornare tardi il giorno prima di partire e forse mi sarei svegliata in tempo per arrivare all'imbarco. Alla fine mi trovavo li, da sola nei miei pensieri. Erano circa le tre del pomeriggio, mi trovavo proprio nei pressi della fontana di Trevi sotto un sole cocente che spaccava persino le pietre quando ad un tratto sento una voce femminile scandire il mio nome:
"Mirella, Mirella!!!". Pensavo tra me e me che mi trovavo in preda ad un insolazione; mi sono girata più volte a destra e a manca ma senza risultato quando ad un certo punto, i palmi di due mani mi coprono gli occhi da dietro e sento una voce familiare che mi dice: "Indovina un pò chi sono?".
Come per magia un flashback mi illumina la mente; era proprio lei, Giovannona, la mia cara compagna di giochi e di avventure che non vedevo al tempo del liceo. In un istante, sotto quei palmi caldi e sudati, mi erano balenati davanti agli occhi tutti i momenti che avevamo trascorso insieme nei tempi passati: le gite con i rispettivi fidanzati, le mangiate interminabili ai Castelli, le cazzate che si facenvano ai tempi della scuola.... tutto in quella manciata di secondi. Ecco che subito dopo mi levo le sue mani dagli occhi, mi giro verso di lei e rimango sbalordita: non potevo credere ai miei occhi...
Vedo davanti a me non più la Giovannona di un tempo: ragazza mascolina alta più di me e grassoccia, ma tutt'altro. La mia ex compagna di avventure aveva subito una metamorfosi totale e l'unica cosa che le era rimasta era la voce che mi aveva reso possibile riconoscerla. Era molto dimagrita da quando l'avevo vista per l'ultima volta, capelli più lunghi e di tinta scura raccolti in due trecce che le scendevano a destra e a sinistra del viso; nessun filo di trucco, un'abbronzatura particolare che le metteva in evidenza le numerose lentiggini sopra le queali sovrastavano i due bellissimi occhi celesti che quasi avevo dimenticato. Indossava una t-shirt bianca senza reggiseno che arrivava all'ombellico tenendo scoperta qual pò di addominali che in passato non avevo mai notato, poi aveva un Jeans molto aderente ed ai piedi un paio di scarpe da ginnastica senza calze, dettaglio che ho notato immediatamente poichè alla caviglia, su quella pelle abbronzata, la bella Gianna indossava una delicatissima cavigliera di cui io vado letteralmente pazza... Gianna mi parla dicendomi: "Anche tu solata come me dal tuo ragazzo?" Ed io: "Non proprio, sono ormai mesi che ho troncato con Marco. Ho solo perso l'aliscafo per Ponza dove avrei raggiunto la mia comitiva; non me ne parlare, sto come una pazza; alla fine dovrò aspettare minimo domani per partire ed ora come vedi vago per la città mentre le mie amiche si stanno divertendo.... Tu invece come mai ancora quì?" E lei: "Avevo organizzato una bella vacanza in grecia con il mio ragazzo ma il coglione si è fatto lasciare: l'ho trovato a letto con la mia migliore amica e puoi dedurre cosa è accaduto poi. Alla fine chi se l'è preso a qual servizio sono stata io: la vacanza a Koss l'ho persa ed il mio posto l'avrà preso sicuramente quella stronza visto che avava pagato tutto lui. Beh sono cose che succendono, meglio comunque che sia capitato adesso che poi, non trovi?". "Alla fine si". Risposi io non sapendo che dire... "Comunque credo che questo Week-end raggiungrò anch'io delle mie amiche, ma, per risolvere questa calda ed afosa giornata nel migliore dei modi che ne dici di stare assieme? Potremmo rintanarci a casa mia per trovare riparo da questo sole infernale per ricordare un po i vecchi tempi e riderci sopra... che ne dici?". La proposta non è che mi allettasse particolarmente. Non so che mi stava succedendo ma la metamorfosi di Gianna mi aveva lasciato senza parole. addirittura è come se mi sentissi in imbarazzo a parlare con quella vecchia amica con la quale in passato avevo confidato ogni cosa anche particolari per me intimissimi. Ma nello stesso tempo non avevo come risolvere qualla giornata, non c'era nessuno in città ed io non sapevo dove andarmene quindi alla fine accetti: "Beh, Perchè no? Fa sempre piacere incontrare una vecchia amica con la quale ricordare i bei momenti. Non c'è problema, andiamo!". Ci incamminammo verso casa sua che non si trovava molto distante. Lungo la strada non dissi un gran che, mi limitavo ad ascoltarla non prestando grande attenzione ma focalizzando il mio sguardo fisso al suo corpo ed in particolare alle sue gambe verso le quali provavo grande attrazione. Arrivammo al portone della sua casa. A dire la verità non la ricordavo eppure quello era un punto di riferimento nella mia mia giovinezza visto che ci avevo trascorso un gran numero di pomeriggi in età comepresa tra i 15 e i 18 anni. Comunque Gianna aprì la porta e dinanzi a me incominciò a salire la rampa di scale fino al primo pianerottolo dove si trovava la Porta del suo appartamento. Mentre saliva le scale non riuscivo a distogliere lo sguardo dalle sue gambe che mettevano in risalto i movimenti delle sue splendide caviglie. ad un tratto distolsi lo sgurdo e lo puntai verso l'alto incrociando il viso di Gianna che disse: "La vuoi smettere di fissarmi i piedi? è da quando ci siamo incontrati che non fai altro che osservare le mie estremità! Non è che in questo tempo che ci siamo persi di vista sei diventata un pò maniaca?". Ed io "Ma che dici Giannona? sto solo molto stanca, sai che significa stare sotto il sole d'agosto da mezzogiorno fino alle tre! Dai fai presto ad aprire la porta che non vedo l'ora di distendermi sul tuo divano che non ce la faccio più". Non sapevo cosa dire, mi aveva scoperta e mi aveva messo in imbarazzo ancor più rispetto a prima. "Sarà". Disse lei: "Ma non me la conti giusta". E mi sorrise. Finalmente aprì la porta, entrammo e posò chiavi e borsa sulla console della cucina invitandomi a prendere posto sul divano al quale avevo tanto aspirato. "Anzi". Disse lei: "Sul divano mi siedo io, tu vammi a prendere gli infradito all'ingresso e vienimi a togliere quaste scarpe da ginnastica che ho i piedi che mi scoppiano". I conti non mi tornavano tanto, prima aveva avuto da ridire per il semplice fatto che le avessi osservato i piedi, ed ora mi chiede addirittura di aiutarla a togliersi le scarpe. Nonostante quasto accettai, dovevo rischiare, non potevo perdere un occasione simile. Lungo il tragitto avevo troppo fantasticato su quei fantastici piedi! Senza parlare andai all'ingresso presi quegli infradito dietro alla porta e ritornai in cucina avvicinandomi lentamente al divano dove era semidistesa la bella Gianna. Mi inginocchiali ai piedi del divano e subito Gianna mi appoggiò entrambe i piedi fra le mani indicandomi tacitamente con l'indice di provvadere a toglierle le fastidiosissime scarpe. Senza fiatare provvedetti nel pieno dell'eccitazione recatami da quella vista surreale. Con grande delicatezza e calma afferrai il polpaccio della Dea e lo appoggiai sul mio ginocchio tremante per l'eccitazione. Con le mie mani slacciai i nodi di entrambe le scarpe e cercai di sfilarle dai piedi. Aimè fu un'operazione molto difficoltosa poichè il grandissimo quantitativo di sudore non mi aiutava di certo ma alla fine riuscii nel mio intento eliminando la prima scarpa e portando alla luce la fantastica estremità.

Continua....

mirellina
04-27-2003, 9:27 AM
Tutto ad un tratto un caratteristico e fortissimo odore di piedi sudati arrivò fin sotto al mio naso. Ma io invece di provare disgusto, mi eccitai terribilmente e limitandomi a sfiorare quel piede, fonte di desiderio, rimasi quasi impnotizzata dinanzi a una visione tanto aspirata: Era un piede perfetto, calzava un 40, la mia taglia preferita, e dita lunghe con unghie smaltate di nero. La mia padrona liberatasi da quelle scarpe strette e calde di riflesso incomincò ad agitare le dita del piede il quale emanava sempre più il suo odore caratteristico. L'odore acre permeò ormai l'intera stanza, arrivando anche sotto al naso della mia bella la quale non resistette e provvedette subito a portarsi una mano sul viso per mascherarsi da quall'aria ormai irrespirabile. Contemporaneamente Gianna fece una smorfia di disgusto e disse: "Oddio non pensavo puzzassero in questo modo così schifiso, ma purtoppo dovevo liberarmi di quelle fastidiosissime scrape ed haimè, dovrai incominciare il tuo lavoro di massaggiatrice". Ed aggiunse: "Non è mica un problema, vero?". Ed io:"Ma che dici, che sarà mai, non posso certo lasciarti così dolorante!". Ed incominciai a massaggiare il piede, il quale, per la abnorme quantità di sudore, quasi mi scivolava di mano. I miei massaggi erano sempre più decisi e contemporaneamente, sperando di non farmene accorgere, tra un massaggio e l'altro, cercavo di avvicinare sempre più l'oggetto del mio desiderio verso il mio naso inalando a più non posso, mentre la grande eccitazione si era impossessata completamente di me. Ad un tratto mentre il suo puzzolente piedino era quasi all'altezza del mio naso, Gianna mi lanciò uno sguardo malizioso e spostò il piede dalle mie mani sostituendolo con quell'altro ancora calzato. Non si può immagginare il mio dolore, ero quasi giunta al traguardo, ma la stronza, quasi sicura che conoscesse le mie intenzioni feticiste mi aveva rotto i piani, prolungando ancor più la mia attesa. Ma non mi persi d'animo, infatti ripetetti l'operazione sfilando l'altra scarpa e portando allo scoperto l'altro piede il quale, emanando altro odore, raddoppiò di intensità la puzza che si era attaccata in ogni angolo della stanza. Procedetti ad una nuovo massaggio, ora con entrambe le estremità tra le mani ormai fradice di sudore, ma dopo un paio di minuti, quando, con esasperata lentezza ero riuscita a portare entrambi i piedi a pochi centimetri dal mio viso, la padrona mi interrompette di nuovo e disse: "Brava la mia massaggiatrice, hai fatto un buon lavoro; I dolorini che mi infastidivano sono quasi del tutto scomparsi" ed aggiunse:" Ora vorrei sdebitarmi ricambiando il favore... Seguimi!". La misteriosa Gianna si alzò dal divano e mi disse di seguirla. Mi alzai dal pavimento e mi incamminai dietro di lei non riuscendo a staccare lo sguardo dai suoi piedi i quali ad ogni passo lasciavano una calda ed umida impronta sulle piastrelle del pavimento. Arrivammo in un salottino dove al centro della stanza c'era un nuovo divanetto due posti. Ella si sedetta al centro occupando entrambi i posti e piantò i suoi maleodoranti piedi sul pavimento freddo ad una distanza di una ventina di centimetri tra l'uno e l'altro. Ed io all'impiedi le dissi:" Allora, dimmi, come hai deciso di sdebitarti?" E lei: "Devi sapere che lo scorso anno, con quel fesso del mio ex, sono stata in vacanza in Tailandia. Un'esperienza fantastica! Tutto diverso per noi occidentali, ma in particolare, una cosa che mi ha colpito molto, è come praticano i massaggi!" Ed io sempre più in preda al desiderio: "Cosa hanno di così diverso i massaggi che praticano in oriente?". E lei: "Adesso ti faccio vedere! Distenditi sul pavimento pancia in su facendo in modo che la tua testa stia tra le mie caviglie!" Io, solo al pensiero di quello che mi stava per succedere quasi venivo tremante dal desiderio seguii minuziosamente le sue istruzioni posizionandomi sul pavimente come mi aveva chiesto. "Noto che hai il viso tutto tirato e stanco, il trocco se ne è quasi venuto via del tutto, mi sa che hai bisogno di un intenso massaggio come avevo previsto di fare!". Disse lei dall'alto, e da quel momento ebbe inizio il pomeriggio d'agosto più straordinario della mia vita! La dea staccò i due piedi disgustosi dal pavimento come fossero due ventose e appiccicò le due piante sudate e nauseanti sul mio viso coprendolo interamente. Ella incominciò a massaggiare con le sue piante divine ogni angolo del mio viso fancendo attenzione a focalizzare i movimenti più intensi tra la mia bocca e il naso facendo coincidere questa parte più bisognosa, con l'attaccatura delle dita con il resto delle piante, senz'altro la zono più odorosa, calda e sudata. Mi sentivo quasi soffocare. Ma il desiderio era troppo. Posai le mani sul dorso dei suoi piedi per spingere le piante sempre più forte sul mio volto e contemporaneamnete inalavo avidamente l'odore sempre più forte che proveniva specialmente dall'intaccatura della dita che la regina allargava ed agitava sempre più velocemente sotto al mio naso... "Allora avevo ragione". Disse lei. "Sei proprio diventata una pervertita come avevo intuito". Continuò: "Invece di scostarti ed evitare questo puzzo indescrivibile, non smetti un attimo di odorare le piante odorose e sudate dei miei piedi!". Non sapevo che dire, mi stava umiliando sempre più. Farfugliai staccando un attimo la pianta dal mio viso: "Non so cosa mi stia accadendo, ehm... sarà questo caldo infernale che mi ha fatto uscire fuori di senno... non ho mai provato una sensazione simile, giuro: non sono una feticista, ma devo dire anche che non ho mai visto dei piedi così sexy come i tuoi". E lei: "Sarà come dici tu... Allora fai la brava schiava, continua il tuo lavoro ed odora tutta la puzza dei piedi della tua padrona!". Ero rossa in volto per la vergogna e l'eccitazione, annuii e continuai il mio umiliante lavoro. Mentre la mia dominatrice schiacciava i suoi piedi sulla mia faccia io provvedevo ad allargare con le mani le dita lunghe e affusolate per posarci all'interno il mio avido naso bisognoso di odori forti. Furono ore di completa e pura sottomissione, il mio volto era fradicio e quasi bolliva per il sudore bollente emanato da quei piedi odorosi e non so dire quante e quante volte venni, senza neppure toccarmi... fatto sta è che quella che doveva essere una semplice rimpatriata tra amici si rivelò tutt'altro che un'innocente chiacchierata, fu senz'altro un pomeriggio che non dimenticherò mai e che sicuramente difficilmente ricapiterà! Alla fine, quando le mie scorte di "desiderio" trovarono fondo, dopo ore ed ore di profonda umiliazione ai piedi sporchi e puzzolenti della mia dea, mi congedai, riposi i piedi ancora caldi e umidi di Gianna nei suoi splenditi infradito a fiori, la salutai e me ne andai promettendoci che ci saremmo rivisti al più presto per un'altra "rimpatriata". Non la rividi più. Ma ancor oggi, a distanza di molto tempo, ricordo ancora l'odore pungente di quei piedi smaltati di nero piantati sul mio naso e al solo pensiero vengo ancora all'istante! Non dimenticherò più Gianna, la mia ex compagna del Liceo e principalmente non dimenticherò i suoi piedi odorosi di cui mai mi era sfiorato neppure il pensiero di poterli odorare.

soumisalafemme
04-27-2003, 9:30 AM
e poi cosa succede ????? :mad: